Articoli di approfondimento
Gestione di impresa
Spesso per l'imprenditore la priorità è sempre il fatturato e il suo
incremento. Tuttavia occorre considerare che non tutto il fatturato
porta sempre e comunque ad incrementare l'utile.
L'obiettivo
di una corretta gestione aziendale dovrebbe quindi focalizzarsi pertanto
prima sull'utile che sul fatturato a tutti i costi.
In
questo senso diventa allora indispensabile valutare due elementi: il primo
è il margine, ossia la differenza tra costo di
vendita e costo di acquisto o di produzione; il secondo sono i costi
direttamente connessi alle vendite, quali le spese di preparazione
degli ordini, di consegna, le eventuali provvigioni.
In
poche parole, può succedere che in alcuni casi il margine sulla vendita
non copra neppure i costi direttamente connessi alla consegna (gestione
dell'ordine, spedizione - soprattutto nel caso in cui non venga addebitato
al cliente il costo di trasporto - eventuali provvigioni o commissioni
dovute).
Molte
volte non si tratta di costi che possiamo desumere in maniera analitica
dalla contabilità, spesso si tratta di tempi interni. Però il tempo
impiegato dal personale per ricevere l'ordine, per elaborarlo, per
preparare la spedizione, talvolta anche per la consegna stessa qualora
gestita direttamente dall'azienda, sono a tutti gli effetti un costo.
È
pertanto fondamentale che l'imprenditore consideri anche questi costi, che
potremmo definire in un certo qual modo "impliciti", perché solo in questo
modo si può avere la "chiave di lettura" corretta della propria attività e
della sua redditività.
Una
volta afferrato questo concetto, occorre capire meglio se si tratta di
casistiche isolate, di zone marginali, oppure di clienti che acquistano
abitualmente troppo poco per coprire le spese di gestione.
Succede
molto più spesso di quanto non si creda. Per capire meglio il concetto,
dobbiamo pensare ad un'azienda come ad una specie torta, con tante
fette, e ci sono fette di perdita e fette di utile. Il margine
complessivo annuale, da cui poi sottraendo le altre spese di gestione
(servizi, personale, locazioni, leasing, ammortamenti, interessi, ecc.) si
arriva all'utile o alla perdita di bilancio non è altro che la somma
algebrica di tanti piccoli utili, ma anche di tante piccole perdite.
Nessuna
azienda è esente da questo, per questo è importante potere analizzare nel
dettaglio i dati relativi al margine, a prescindere dal fatto che
l'azienda sia complessivamente in perdita o in utile, in entrambi i casi
una gestione attenta permette di migliorare la redditività aziendale.
Per
margine (lordo) si intende la differenza del prezzo di vendita
rispetto al prezzo di acquisto o di produzione. Per margine netto
vorrei riferirmi invece ad un calcolo del margine già al netto dei costi
direttamente connessi ad una vendita.
In
un altro articolo mi ero concentrata sull'elaborazione
dei margini, che per essere veramente utile
dovrebbe essere sempre "tarata" sulle esigenze specifiche della singola
azienda. Come sempre, meglio poche elaborazioni perfettamente "calibrate"
per la realtà aziendale, che una serie infinita di stampe pensate "a
tavolino" per scopi generici.
Dall'analisi
dei margini riusciamo, ad esempio, a vedere il margine medio
per consegna di ciascun cliente, eventualmente diviso per
zone, ma anche quanto i diversi clienti, così come le varie zone
o le categorie merceologiche che vengono
trattate, concorrono a formare il margine complessivo.
Il
valore del margine medio per consegna è un dato molto importante, molto
più utile della media dei DDT (Documenti di Trasporto) che invece non
tiene conto del diverso margine di ricarico dei prodotti venduti. è
importante parlare di margine medio, perché
possono esistere singole vendite e singole consegne di minimo importo, che
tuttavia si aggiungono ad altre vendite allo stesso cliente molto più
significative.
Come
sempre, la singola vendita, nel tanto o nel poco, non è un dato in se'
importante. L'ottimo cliente può avere bisogno di un prodotto che si era
dimenticato, o di una necessità particolare, per questo si elabora il
margine complessivo su tutte le vendite ad un determinato cliente e lo si
divide poi per il numero delle consegne effettuate. L'obiettivo in questo
caso è capire se ci sono clienti con margini medi talmente bassi da
non coprire neppure le spese di gestione della vendita ed,
eventualmente, della consegna.
Le
elaborazioni aggregate dei margini, ossia
raggruppate ad esempio per zone, per categorie merceologiche, per filiali,
per marchi trattati, e così via, inclusa una combinazione di questi dati
tra loro, ci permettono invece di capire come il nostro margine
complessivo sia formato.
Attraverso
un'analisi precisa riusciamo a capire quanto una zona, o una certa
tipologia di prodotti, solo per fare un esempio, incidano sul margine
complessivo.
Ecco
allora che potremmo magari scoprire che alcune zone molto marginali,
oppure certi prodotti che magari richiedono un certo lavoro ma presentano
una bassa redditività, possono avere un'incidenza magari del tutto
marginale sui dati globali ed occorre allora porsi la domanda se il gioco
valga la candela. A volte sì, perché grazie ad alcuni articoli, anche se a
basso ricarico, se ne possono vendere altro a ricarico più interessante; a
volte invece potrebbe non essere così e certi articoli, così come certe
zone, se si considerano le spese di gestione, potrebbero rappresentare
un costo invece che un guadagno.
Ancora,
le spese per servire clienti di certe zone un po' al di fuori dei
"giri di consegna" (qualora le spedizioni siano ad esempio gestite in
proprio e non a mezzo corriere) potrebbero essere troppo elevate rispetto
ad una gestione diversa, ad esempio a mezzo vettore, oppure a valutare di
non servire una zona che potrebbe dimostrarsi troppo marginale.
Al
tempo stesso l'analisi del margine complessivo per zone e tipologia di
prodotti aiuta anche a capire come impostare le campagne promozionali.
In
poche parole, dobbiamo tenere presente che dobbiamo valutare il margine
al netto delle spese direttamente correlate alle vendite, quali le
spese per la preparazione e consegna dei prodotti e le eventuali
commissioni e provvigioni dovute.
Per
fare un esempio, avere ordini da gestire con margine di 0,50 Euro, o di 1
Euro, raramente potranno coprire le sole spese di gestione, anche se il
cliente pagasse il trasporto (parliamo sempre di ordini da preparare, non
di vendite al banco né tanto meno di prodotti elettronici scaricabili in
maniera automatizzata dal nostro commercio on-line, che ovviamente non
c'entrano con questo tipo di analisi) e poi se il trasporto non
venisse neanche addebitato, anche vendite con margini di 5, 6 Euro o anche
più sarebbero, di fatto, vendite sottocosto. Che ci possono stare per
promuovere alcuni prodotti o alcune nuove zone, che vanno benissimo si
riguardano clienti che nel complesso effettuano ordini ben più
sostanziosi, ma che invece rischiano di non avere alcuna utilità se sono clienti
che comprano sempre, abitualmente, così poco.
Da
un'analisi attenta può allora emergere come alcuni clienti con
marginalità troppo bassa, oppure zone troppo marginali
rispetto alla propria gestione logistica, e così via, se da un lato
portano fatturato, dall'altro creano spese maggiori del ricarico,
in questi casi, anche se può apparire paradossale, limitare o perfino
evitare le vendite non redditizie può addirittura incrementare l'utile.
Esattamente, si fattura meno, ma di guadagna di più.
Va
da se' che l'obiettivo principale non è quello di fatturare di meno, ma di
individuare soluzioni alternative di gestione, o di promozione sul
territorio, per risolvere in maniera diversa queste problematiche,
tuttavia non sempre è possibile.
Quello
che deve essere chiaro è che il fatturato non è sinonimo, sempre e
comunque, di utile. A volte lo è, a volte no, dipende tutto dal margine
netto.
Anche
se talvolta, come detto in apertura, i costi per l'acquisizione,
l'elaborazione, la preparazione e consegna di un ordine non sono
sempre analiticamente contabilizzati, ad esempio perché ci troviamo un
costo complessivo del personale addetto, sono elementi da considerare
attentamente. Il tempo come si dice è denaro, e per fare un esempio avere
3 dipendenti che si occupano della gestione degli ordini, incide sul
bilancio in maniera maggiore rispetto ad averne due, da destinare ai
clienti ed alle zone migliori, mentre il terzo da destinare ad altri
compiti. Se con 2 dipendenti riusciamo a conseguire il 90% del margine
complessivo aziendale, ed un dipendente serve solo per gestire posizioni
talmente marginali che insieme formano solo un 10% del margine
complessivo, quel poco margine rischia di non coprire i costi di una
risorsa.
Ecco
perché un'analisi
dettagliata dei margini è essenziale per una
corretta gestione aziendale. Come sempre, la parola chiave è la
consapevolezza, l'imprenditore deve avere chiaro dove guadagna e dove
perde. Con queste premesse la redditività aziendale non potrà che
migliorare.