Articoli di approfondimento
Fisco e contabilità
Il
rapporto tra azienda e consulente del lavoro richiede un'impostazione di
base coordinata per evitare situazioni di duplicazione del lavoro, inutili
dispendi di tempo o, peggio ancora, rischi di errore tra la gestione delle
paghe e la contabilità.
Spesso
si pensa al settore delle paghe come ad un piccolo mondo a se', mentre in
realtà è e dovrebbe essere del tutto integrato con l'amministrazione e
la contabilità aziendale.
Il
consulente del lavoro, con la sua gestione del personale, ha tutti i
dati che occorrono per la gestione sia amministrativa e contabile.
Tuttavia nella prassi operativa non sempre le registrazioni contabili e
gli adempimenti amministrativi seguono in maniera automatizzata, come
dovrebbe essere, ma spesso richiedono invece un certo tempo da parte del
personale contabile per comprendere e poi registrare manualmente
in prima nota i dati.
In
poche parole è relativamente comune che l'azienda si trovi tabulati e
prospetti da parte del proprio consulente del lavoro, a volte
abbastanza complessi, che richiedono un attento lavoro di lettura,
comprensione e poi di registrazione contabile.
In
realtà con il consulente del lavoro andrebbe impostato il lavoro in
maniera un po' diversa, ossia in modo che poi lo studio sia in grado
di fornire direttamente il prospetto in partita doppia delle
registrazioni contabili. Questo è il primo passo, che evita il tempo
di analisi dei prospetti ed il rischio di sbagliare.
Il
secondo passo è che il prospetto in partita doppia sia disponibile su
file (anche su foglio elettronico) in modo che poi possa essere
configurato per l'importazione automatica nel software gestionale
(sempre che il software gestionale in uso sia dotato della funzione di
importazione di files contabili esterni), risparmiando ulteriore tempo e
rischio di errori.
In
ambito informatico, la regola d'oro sarebbe quella che i dati dovrebbero
essere inseriti una sola volta, quindi in questo caso il consulente del
lavoro, nel gestire le proprie retribuzioni, ha già tutti i dati
necessari affinché le buste paga, gli F24, le dichiarazioni agli enti
previdenziali e così via siano corretti. Questi dati ora dovrebbero
confluire automaticamente in contabilità.
Se
questo non succede, oltre alla perdita di tempo, che talvolta coinvolge
perfino il commercialista dell'azienda, al quale magari viene anche
chiesto di interpretare, per quanto possibile, il tabulato del consulente
del lavoro, si presenta un importante rischio di errori. Il mondo
delle paghe è molto complesso, e partire da un tabulato per arrivare ad
una registrazione in partita doppia, se non lo fa il consulente del lavoro
che ha gestito direttamente la posizione, può essere in qualche caso
perfino insidioso. I tabulati poi spesso riportano mille informazioni, di
cui sono una minima parte sono i dati necessari ai fini della
contabilizzazione.
Gli
uffici amministrativi e contabili delle aziende sono spesso abituati a
perdere tempo per cercare di estrarre da questi tabulati generici
le (poche) informazioni di reale interesse per la contabilizzazione.
Tuttavia
non sempre è tutto chiaro ed univoco, e talvolta perfino tabulati
diversi dello stesso consulente del lavoro sono tra loro discordanti.
Oppure un anno viene stampato in un modo, poi in un altro. Certi dati,
come quelli relativi al TFR solo per fare un esempio, possono essere
elaborati considerando o meno i cessati. Il costo INPS mensile a carico
azienda può comprendere o meno lo 0,50%. I versamenti al fondo tesoreria
sono complessi, e non sempre i dati necessari sono chiari sui vari
prospetti. E l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Quello
che vorrei dire è che oltre all'inutile dispendio di tempo, si pone
anche in concreto il rischio che il prospetto possa essere male
interpretato, e questo equivale, di fatto, ad un'assunzione di
responsabilità da parte di chi contabilizza. Se ci saranno problemi
il consulente del lavoro dirà che è stato preso il dato dalla colonna
sbagliata, il commercialista che non avendo redatto lui il prospetto non
poteva immaginare che quel dato era al lordo o al netto, ed alla fine la
colpa sarà sempre e solo dell'azienda. Anche ai fini sanzionatori.
Quindi
è estremamente importante che il consulente dal lavoro arrivi fino alle
registrazioni in partita doppia.
Questo
vale naturalmente non solo per le contabilizzazioni mensili, ma anche
per le scritture di assestamento annuale. È fondamentale che a fine
anno il consulente del lavoro faccia due cose: la prima, fornire come
detto le scritture di assestamento in partita doppia
(accantonamento TFR con relative rivalse e saldo imposta sostitutiva,
autoliquidazione INAIL, rivalutazione interessi fondo tesoreria, ratei del
personale e relativi oneri sociali); la seconda, un controllo dei
saldi dei conti relativi al personale (TFR, fondo tesoreria,
eventuali crediti per anticipi o infortuni da riscuotere verso INAIL o
INPS, totale costi di salari e stipendi, oneri sociali e TFR così come
risultanti dai mastrini dei conti relativi alla gestione del personale).
A
volte sintetizzo questo concetto con una battuta: il consulente del
lavoro è un professionista, preparato e qualificato, che ha
competenza non solo nella gestione delle buste paga, ma per tutto ciò
che è relativo al personale dipendente, incluse le registrazioni in
partita doppia; non è (o per lo meno non dovrebbe essere) una
società di "noleggio software con operatore" che al di là di usare le
funzionalità del software paghe altro non è in grado di fare. Il "noleggio
software con operatore" lasciamolo ai vari CED che fanno a gara per
elaborare il cedolino al minor prezzo, ma in cui spesso il servizio
offerto è quello che è.
La
necessaria coordinazione tra azienda e consulente del lavoro non
dovrebbe però essere limitata alle sole registrazioni in partita doppia,
ma dovrebbe comprendere, più in generale, tutta l'area amministrativa.
Ad esempio la predisposizione dei pagamenti. Noto spesso che molte
aziende inseriscono ancora uno per uno sul Remote Banking i bonifici delle
retribuzioni, o delle trattenute sindacali, o delle cessioni dei quinti
dello stipendio.
Ancora
una volta è tempo perso inutilmente, oltre al rischio di commettere
errori, perché il consulente del lavoro dispone già di tutti i dati
necessari. È sufficiente pertanto chiedere al proprio consulente del
lavoro che fornisca un file
SEPA SCT per il pagamento delle retribuzioni, e la
stessa cosa per le cessioni dei quinti e per le trattenute
sindacali. Sarà sufficiente importare i files nel Remote Banking per
avere già tutti i bonifici predisposti, che sarà basterà poi autorizzare
per il pagamento.
In
poche parole, sta a noi impostare nel modo migliore la gestione delle
paghe con il consulente del lavoro, facendo presente le nostre esigenze e
chiedendo quello di cui abbiamo bisogno: come sempre un rapporto
personalizzato con i propri consulenti è essenziale per una corretta
gestione aziendale.